È la riemersione contemporanea di un tema tipico dell’epoca classica e medievale, che riconquista l’integralità dell’esperienza umana. dell’11/4/18, p. 26) di un volume a più mani, direi di filosofia, che esplora il nodo delle “Virtue Ethics”. Naturalmente la base la troviamo nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo il cui 70° (1948-2018) ha offerto spunti importanti di riflessione al Prof. Vincenzo Buonomo in una relazione tenuta all’incontro del «Forum Ginevra delle Organizzazioni non governative di ispirazione cattolica», organizzato dalla Missione Permanente della S. Sede colà il 21 febbraio u.s. Scansioni dell’intervento sono le seguenti domande: 1)    Cosa rappresenta la dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo nella visione della Chiesa? Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione. La giustizia, dice il Catechismo della Chiesa Cattolica (1807), «è la virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto. Giustizia è una parola che il cardinale Martini ha sempre sottolineato con forza, non solo all’epoca di “Mani pulite”, quando intervenne ricordando che non si può travalicare la difesa della “dignità umana”. 1807) della giustizia, la virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto. Nulla est charitas sine iustitia. Per il Papa è cioè necessario ricorrere anche alle diverse ricchezze culturali dei popoli, all’arte e alla poesia, alla vita interiore e alla spiritualità per la cura di tale casa comune. Attorno a questi pensieri mi viene facile enumerare alcune questioni legate alla giustizia, come per es. In questo sito utilizziamo i cookies per migliorare il sito stesso e la sua fruibilità. Il Cattolico, sito cristiano per i cattolici e gli uomini di buona volontà, amante della Chiesa e fedele al Magistero, cum Petro, Esso così inizia, ed anch’io pure lo faccio in questo nostro incontro: “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri” (. Quindi, per continuare con l’esempio dell’amico (esempio che è particolarmente facile da rappresentare, perché molto più accessibile al nostro comune sentire che non se parlassimo, invece, dell’estraneo, o addirittura del “nemico”), trattarlo secondo giustizia significa che, se egli dice o fa qualche cosa che ci dispiace, invece di giudicarlo immediatamente e senza appello, invece di cancellarlo dalla lista dei nostri amici e trattarlo da nemico, dobbiamo fargli credito della buona fede, dobbiamo cercare di metterci nei suoi panni, dobbiamo scusare, fino a prova contraria – cioè fino alla prova di una palese mala fede – il suo comportamento, attribuendolo piuttosto a qualche fattore accidentale, o magari ad un equivoco, ad un malinteso. L’uomo virtuoso è colui che liberamente pratica il bene” (C.C.C. XIX sulla «Vera giustizia» – mostra con straordinaria efficacia la profondità del rapporto tra giustizia e misericordia che nella visione cristiana allude al mistero del rapporto tra la città dell’uomo e la città di Dio. Il pericolo, infatti, quando si carica il concetto di “giustizia” di significato giuridico-legale, è che l’orgoglio spinga a ritenersi “giusti” quando si sono osservati tutti i precetti della legge; ma la verità è che nessuno potrebbe osservarli al cento per cento e, perfino in quel caso, nessuno potrebbe farlo con animo perfettamente “puro”, perché ciò oltrepassa le forze umane. Siamo giunti, così, a una importante acquisizione concettuale: nessuno può rendere perfettamente giustizia a sé, agli altri o a Dio, con le sue sole forze; per farlo, dovrebbe essere perfettamente giusto: ma la perfetta giustizia non è alla portata di una creatura umana. Cosa rappresenta la dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo nella visione della Chiesa? La parola “virtù” viene dal mondo greco. Dovremmo qui riferirci anche a S. Agostino e a quella che fu la monumentale De Civitate Dei, dove il Vescovo africano – specie nel cap. Per questo – aggiungeva – «anche i loro rapporti vanno regolati nella verità, nella giustizia, nella solidarietà, nella libertà». L'equazio- Il rapporto personale si esercita in più direzioni: verso se stessi; verso il prossimo (inteso nel senso più ampio possibile e non solo in quello di “simile”: come se, ad esempio, non vi fosse il dovere della giustizia anche nei confronti degli animali); verso Dio. Il nostro mondo è capace del meglio e del peggio. Si capisce che mi riferisco alla Pacem in terris di Giovanni XXIII, un testo in cui si delineano quattro dimensioni, che sono quelle dell’ordine mirabile, dell’universo, degli esseri umani, dei rapporti tra essi con le autorità politiche e della comunità mondiale. Ma, con il peccato, la relazione originariamente armonica tra essere umano e natura si è trasformata in un conflitto (Gen. 3, 17-19), una rottura. Vi è altresì (di Papa Francesco, il 18 Nov. u.s.) l’appello affinché cure e farmaci siano accessibili a tutti per cui attraverso anche l’ecologismo cristiano entriamo così, quasi senza accorgercene, nella sfera dei diritti umani, questione di giustizia, oggetto della virtù della giustizia (è in effetti un «dare al prossimo ciò che gli è dovuto»). È però solo quest’ultima dimensione che ora svilupperò a partire da quello che è stato concretamente il mio servizio ecclesiale e umano nel corso del tempo, partendo dal mio recupero, dopo lunga e dura malattia, nella rappresentanza della S. Sede presso la FAO, l’IFAD e … È quasi inutile sottolineare, inoltre, che la virtù della giustizia, così come l’abbiamo delineata, non si può conciliare in alcun modo con l’individualismo e con il soggettivismo oggi largamente diffusi e con il loro inseparabile compagno, il relativismo etico. Questa è una verità intuitiva: non si può rendere giustizia a qualcuno che si odia, non si è mai “giusti” verso un nemico odiato; già è difficile esserlo verso un nemico che si rispetta e per il quale non si prova odio. Non posso comunque non ricordare l’Istruzione Erga Migrantes Caritas Christi del 3 maggio 2004, che era stata approvata da Giovanni Paolo II il primo di quel mese, testo “ricevuto” poi nell’enciclica benedettina Caritas in Veritate al numero 62 e gli Orientamenti pastorali. Che cosa vuol dire “dare a ciascuno il suo”? Quattro virtù, comunque, hanno funzione di «cardine». Infine, a chi ha servito in essa durante 20 anni, permettete, a conclusione, di indirizzare lo sguardo e aprire il cuore a questo Continente così vicino a noi, un vero possibile alleato strategico, nel contesto del fare giustizia, di esercitare cioè tale virtù anche tenendo conto della grandezza geografica, della popolazione in vorticosa crescita, delle ricchezze, e dello sfruttamento europeo, alcuni parlano di “saccheggio”, e non solo, di questo nostro vicino. E l’arcivescovo di Milano lanciava una sorta di grido di dolore e di fede: si mette nei panni di Giobbe, della sua interrogazione al divino fatta di ribellione e di amore. L’uomo giusto, di cui spesso si fa parola nel Libri Sacri, si distingue per l’abituale dirittura dei propri pensieri e per la rettitudine della propria condotta verso il prossimo. “I cristiani poi, in particolare avvertono che i loro compiti all’interno del creato, i loro doveri nei confronti della natura e del Creatore sono parte della loro fede” (Giovanni Paolo II), esigenza di giustizia in rapporto all’universo. Esse procurano facilità, padronanza di sé e gioia per condurre una vita moralmente buona. Essa è contributo straordinario alla pace in terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi. Ha scritto san Giovanni Paolo II nella Costituzione apostolica, Come ogni Concilio, anche il Vaticano II è destinato ad esercitare in tutta la Chiesa un’influenza lunga nel tempo. Gli scritti dei Profeti ci invitano a ritrovare la forza nei momenti difficili, contemplando il Dio potente che ha creato l’universo. L'unione tra bilancia e spada nella raffigurazione della Giustizia si ha a partire dal XIII secolo. Quello umano, messo duramente alla prova (e a volte anche messo blandamente alla prova), si incrina, si offusca, si arrende; senza contare che, molte volte, si dirige verso l’oggetto sbagliato, oppure si dirige verso un oggetto appropriato, ma con modalità sbagliate. Chiunque può farlo proprio, anche solo accedendo a quel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa che tante volte ho citato perché in poche parole offre una panoramica del pensiero ecclesiale in materia sociale». Desidero a questo punto connettere la virtù della giustizia altresì a quella teologale della fede, riferendomi sinteticamente a un dibattito riportato da M. Bandino su La Stampa del 30 maggio 2002 (p. 15), per riportarvi una affermazione del Card. In sostanza, la codificazione attrezzò la Chiesa per affrontare la navigazione nelle acque agitate dell’età contemporanea, mantenendo unito e solidale il popolo di Dio e sostenendo il grande sforzo di evangelizzazione, che con l’ultima espansione missionaria ha reso la Chiesa davvero presente in ogni parte del mondo. Nell'ordinamento vigente i problemi della giustizia sono previsti nella Costituzione repubblicana, parte II, titolo IV.Le norme contenute in questo titolo affermano, tra l'altro, che: “la funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari, istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario” (art. Prima di essere invocata come principio, la giustizia va praticata, vissuta, cercata, coltivata, come le altri grandi virtù dell’esistenza. Senza riproporre qui, come secondo coagulo, l’intera teologia della creazione, rimando ai grandi racconti biblici sul rapporto dell’essere umano con il mondo, alla Genesi, da cui emerge l’immensa dignità di ogni persona umana che «non è soltanto qualcosa, ma qualcuno». Ho visto il paradosso di un’economia globalizzata che potrebbe sfamare, curare e alloggiare tutti gli abitanti che popolano la nostra casa comune, ma che — come indicano alcune statistiche preoccupanti — concentra nelle mani di pochissime persone la stessa ricchezza che è appannaggio di circa metà della popolazione mondiale. Essa consente alla persona, non soltanto di compiere atti buoni, ma di dare il meglio di sé. La giustizia è anche un concetto legale; ma, se fosse solo questo, se esaurisse la sua funzione e la sua ragion d’essere nella sfera della “legge”, non sarebbe una virtù morale, ma semplicemente una norma esteriore da rispettare per non incorrere nella disapprovazione della legge e, dunque, in quella degli altri. La giustizia viene ricordata generalmente dopo la prudenza, ma ciò ha un significato più cronologico che sostanziale: perché non può esservi giustizia se non vi è, a monte di essa, un abito mentale e spirituale permeato di prudenza; ma la giustizia, in se stessa, è una virtù più importante della prudenza, perché quella si limita a discernere, questa va al cuore del rapporto personale. L’aggancio è ancora la creazione, ma più che natura, perché ha da vedere con un progetto dell’amor di Dio, un dono “dell’amor che muove il sole e l’altre stelle” (Dante Alighieri). Dicevamo d’inizio che la giustizia è la virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto. 8)    Per una N.G.O. Nell’A.T. Indegni sono i sovrani o gli imperatori che trascurano la giustizia: il potere politico non è mai fine a se stesso, ma subordinato alla funzione di instaurare la giustizia sulla terra e di farla rispettare. Tuttavia, la ricorrenza centenaria che si celebra dev’essere anche occasione per guardare all’oggi e al domani, per riacquisire e approfondire il senso autentico del diritto nella Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, dove il dominio è della Parola e dei Sacramenti, mentre la norma giuridica ha un ruolo necessario, sì, ma di servizio. Se oggi guardiamo all’economia e ai mercati globali, un dato che emerge è la loro ambivalenza. Tanti incontri mi confermano che il Vangelo non è un’utopia ma una speranza reale, anche per l’economia: Dio non abbandona le sue creature in balia del male. Giustizia, allora, è operare per il bene comune, dunque rispettare la proprietà, ma rispettare anche il lavoro e retribuire al lavoratore la giusta paga. Al contempo, l’economia e i mercati hanno avuto un ruolo nello sfruttamento eccessivo delle risorse comuni, nell’aumento delle disuguaglianze e nel deterioramento del pianeta. Ho constatato che il capitalismo sfrenato degli ultimi decenni ha ulteriormente dilatato il fossato che separa i più ricchi dai più poveri, generando nuove precarietà e schiavitù. la saggezza o "prudenza", variamente intesa dalla speculazione antica seguente, che costituisce, come controllo delle passioni, la base di tutte le altre virtù; la giustizia è quella che realizza l'accordo armonico e l'equilibrio di tutte le altre virtù presenti nell'uomo virtuoso e … Tutti coloro i quali pensano che «la mia vita è mia e soltanto mia» e che ciascuno, quindi, è il solo arbitro della propria, ivi compreso il fatto di rifiutarla e di privarsene, eventualmente, se dovessero presentarsi delle circostanze ritenute insopportabili, non possono condividere quanto siamo andati finora dicendo, perché, secondo loro, la giustizia è una virtù soggettiva, puramente umana e che può farsi misura di se stessa, a discrezione di ciascuno. La virtù della giustizia che ebbe Maria santissima. Un capitolo del saggio di Sbriccoli chiarisce bene i fatti a cui risponde questa affermazione della spada nelle immagini della Giustizia: L'avvento del penale. Diritto. Essa insegna la temperanza e la fortezza, la giustizia e la prudenza.” (Sap.8,7) Al contempo, l’economia e i mercati hanno avuto un ruolo nello sfruttamento eccessivo delle risorse comuni, nell’aumento delle disuguaglianze e nel deterioramento del pianeta. Per questo non posso non denunciare col Vangelo in mano i peccati personali e sociali commessi contro Dio e contro il prossimo in nome del dio denaro e del potere fine a se stesso […]. del 19-20 giugno dello scorso anno). La terra ci precede e ci è stata data. Scrive il Vescovo di Roma nella Prefazione: «L’economia è una componente vitale per ogni società, determina in buona parte la qualità del vivere e persino del morire, contribuisce a rendere degna o indegna l’esistenza umana. Quest’ultima è davvero un bene umano solo in presenza della giustizia. (Il primato della libertà contro l’oppressione, l’unità della famiglia umana); Diritti universali o universalità del soggetto dei diritti? In questo senso la virtù della giustizia realizza la tendenza umana alla socialità. Mi fermo qui poiché sulla recente esortazione apostolica Gaudete et exultate del 19 marzo u.s. ritornerò in seguito ma non senza aver stabilito, nella linea della carità, un altro legame, in continuità, tra misericordia e giustizia, «due virtù che zoppicano se non camminano a braccetto», due parole che non sono fra loro alternative e non indicano prospettive tra loro opposte. Se si evitano le colonizzazioni ideologiche e si assicura la libertà religiosa «sui diritti umani, una sintesi è possibile» scriveva L’Oss. Lo è sempre stato, ma oggi i mezzi tecnici e finanziari hanno amplificato le potenzialità di bene e di male.

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